alderico platania
CROSTA IN BRAILLE" N°1
CROSTA IN BRAILLE" N°1
CROSTA IN BRAILLE N°1 rappresenta un momento di rottura rispetto alla componente figurativa, iconografica e simbolica che caratterizza gran parte della mia ricerca.
Non nasce da un’immagine o da un archetipo definito. Nasce inizialmente da un gesto.
In un momento di rabbia e frustrazione, incapace di attribuire una forma precisa a ciò che stavo provando, ho iniziato a lavorare una lamiera attraverso la martellatura. Il gesto ripetuto è diventato un modo per trasferire alla materia una tensione che in quel momento non riuscivo a rappresentare diversamente: pressione, accumulo, irregolarità, movimento.
L’origine istintiva dell’opera, però, non coincide con la sua realizzazione finale.
Da quella prima azione è iniziato un lavoro più lento e consapevole sulla superficie. Martellatura, spazzolatura, lucidatura e successive lavorazioni sono state utilizzate per organizzare ciò che era nato dal gesto, controllarne le variazioni e trasformare una materia inizialmente caotica in una superficie intenzionale.
Il disordine da cui l’opera prende origine non viene quindi semplicemente lasciato al caso: viene osservato, selezionato e lavorato. Il caos rimane presente, ma diventa materia compositiva.
La superficie finale non rappresenta l’emozione in maniera illustrativa. Ne conserva piuttosto una traccia fisica: rilievi, avvallamenti, densità e irregolarità costruiscono una sorta di topografia nella quale non esiste una figura prestabilita né una sola interpretazione possibile.
L’opera è stata inoltre concepita per superare la sola esperienza visiva.
CROSTA IN BRAILLE deve essere toccata.
Il titolo nasce proprio dalla possibilità di “leggere” la superficie attraverso le dita. Non esiste un messaggio codificato da tradurre, ma una materia che comunica attraverso rilievo, asperità, temperatura e variazione.
La mano percorre ciò che l’occhio osserva in modo diverso, introducendo un secondo livello di conoscenza dell’opera.
Il contatto, inoltre, può modificarla nel tempo. L’usura, il passaggio delle mani e le alterazioni della superficie non sono necessariamente un deterioramento estraneo al lavoro, ma possono diventare parte della sua storia: alla traccia lasciata dall’autore si aggiunge progressivamente quella di chi entra fisicamente in relazione con l’opera.
CROSTA IN BRAILLE N°1 nasce quindi dall’incontro tra impulso e controllo, caos e ricerca, gesto e costruzione.
È il tentativo di dare consistenza a un’emozione che inizialmente non possedeva una forma e, successivamente, di trasformarla attraverso il lavoro fino a renderla un’esperienza condivisibile.
Non soltanto guardare.
Toccare, attraversare e lasciare una traccia.
Tecnica e realizzazione
Opera astratta realizzata interamente a mano su lamiera di ferro mediante martellatura e successive lavorazioni della superficie.
La tridimensionalità nasce dalla deformazione manuale del metallo e viene successivamente sviluppata attraverso un processo di ricerca sulla materia che comprende spazzolatura, lucidatura e lavorazione differenziata della superficie, fino al raggiungimento dell’equilibrio visivo e tattile ricercato.
L’opera è concepita come elemento da parete, ma la sua fruizione prevede esplicitamente il contatto fisico.
Le eventuali trasformazioni prodotte dal tatto e dal trascorrere del tempo sono considerate parte della possibile evoluzione dell’opera.
CROSTA IN BRAILLE N°1 costituisce il primo lavoro di una ricerca non figurativa destinata a proseguire attraverso ulteriori opere della serie.
Share
